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I licei D’Azeglio, Galileo Ferraris, Gioberti e l’IIS Gobetti Marchesini-Casale hanno formato una rete di scuole in vista dei festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, organizzando percorsi didattici sul ruolo della scuola nella formazione dell’identità degli italiani.
Nell’ambito di tale iniziativa, nell’Aula Magna “Augusto Monti” del liceo D’Azeglio è stata allestita la mostra Il D’Azeglio scuola di italiani, che ripercorre la storia dell’Istituto. In 30 grandi pannelli sono ricordati, grazie a documenti dell’Archivio Storico del Liceo e dell’Archivio Storico della Città di Torino (oltre a materiale documentario di diversa provenienza), i momenti importanti dalla fondazione nel 1830 sino al 1926, anno che rappresenta la fine della scuola “liberale” per il rafforzarsi del regime fascista che allontana il professor Umberto Cosmo dall’insegnamento. Dalla scuola di latinità, ricordata dall’allievo Vittorio Bersezio, si passa alla scuola degli anni del Risorgimento e del Regno unitario, per arrivare alla Prima guerra mondiale e al dopoguerra, analizzando gli aspetti fondamentali della didattica e ripercorrendo la storia di allievi e insegnanti illustri, come Franco Antonicelli, Gustavo Colonnetti, Guido Cora, Alfredo Frassati, Dino Mantovani, Benvenuto Terracini, Attilio Momigliano, la storia dei primi studenti non cattolici e delle prime studentesse.
Accanto alla mostra principale sono presentate altre tre mostre, una dedicata a Cesare Pavese e una a Primo Levi, allievi del D’Azeglio, e una terza che analizza l’applicazione delle leggi razziali nel Liceo, oltre a documenti importanti della storia dell’Istituto. |